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Non potevamo iniziare il nuovo anno con una notizia più bella: da questo pomeriggio, grazie ad un lavoro di squadra eccezionale durato l’intera mattinata, una stenella nuota di nuovo libera nel mare aperto dopo una brutta avventura che ha rischiato di portarla alla morte.

Tutto è iniziato questa mattina intorno alle 9 quando siamo stati allertati dalla polizia municipale di Lignano Sabbiadoro che un ciclista di passaggio aveva avvistato un delfino in palese difficoltà in appena una trentina di cm d’acqua nella zona lagunare di Lignano, nei pressi del canale Bevazzana.
I nostri ricercatori Saul Ciriaco e Tommaso De Lorenzi della Shoreline si sono subito messi in azione, allertando contestualmente tutta la taskforce di enti e istituti necessaria per fornire assistenza in questi casi, dai vigili del fuoco (da subito è stata evidente la necessità di avere un mezzo nautico a disposizione) alle diverse realtà con cui collaboriamo da sempre sul monitoraggio dei cetacei e sul pronto intervento in caso di spiaggiamenti, a partire dai veterinari del CERT – Cetacean strandings Emergency Response Team dell’Università di Padova.
Sul posto sono giunti tempestivamente anche il direttore del WWF-AMP Miramare Maurizio Spoto, l’assessora alla Polizia locale del Comune di Lignano Sabbiadoro Liliana Portello e i colleghi biologi dell’associazione DelTa – Delfini e Tartarughe in Alto Adriatico e Morigenos.

Le condizioni in cui versava la stenella – con una pinna incastrata nel fango e incapace di muoversi a causa dell’acqua troppo bassa – hanno subito destato preoccupazione tra gli esperti. L’aumentare della marea rischiava, in queste condizioni, di peggiorare ulteriormente la situazione, rendendole più difficili le periodiche emersioni che l’animale compieva per respirare.

Dopo aver verificato che, pur in difficoltà, il delfino respirava regolarmente e averlo tenuto sotto stretta osservazione per un paio d’ore, all’arrivo dei veterinari da Padova la taskforce si è messa in azione: sotto le indicazioni della prof.ssa Cinzia Centelleghe, i nostri subacquei hanno issato l’esemplare su una barella galleggiante, con estrema cura e attenzione per evitare il più possibile di cagionare stress all’animale. A quel punto i vigili del fuoco hanno agganciato la barella al proprio mezzo e l’hanno portata fino al mare aperto.

Giunti in acque profonde, sotto la supervisione della veterinaria che ha seguito a bordo tutta l’operazione per accertarsi dello stato di salute dell’esemplare, la stenella è stata rilasciata.

E vederla prendere il largo come se nulla le fosse successo è il più bel regalo di questa strana Epifania e la migliore ricompensa per tutti coloro che oggi, con apprensione, passione e competenza, hanno dato il loro piccolo o grande contributo a questo lieto fine.

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