La rete italiana
Le prime iscrizioni italiane al Programma MaB risalgono agli anni ‘70 e riguardano siti la cui conservazione mirano al mantenimento della biodiversità.
Le prime ad essere iscritte, nel 1977, sono state le Riserve Naturali Statali di “Collemeluccio-Montedimezzo” (in Molise) e della “Foresta del Circeo” (in Lazio), a cui è seguita, nel 1979, la Riserva della Biosfera di Miramare, a Trieste.
A seguito delle nuove strategie, concordate durante la Conferenza Internazionale delle Riserve della Biosfera, tenutasi a Siviglia nel 1995, e dell’aggiornamento del concetto di Riserva della Biosfera, individuata come un luogo dove dura nel tempo l’equilibrio tra conservazione della biodiversità, promozione di uno sviluppo sostenibile e conservazione dei valori culturali connessi, è cambiata la tipologia di area protetta, oggetto del riconoscimento MaB.
A Siviglia si conviene che questo obbiettivo si possa raggiungere attribuendo ai territori compresi in una Riserva le seguenti funzioni complementari:
- conservazione della diversità biologica, delle risorse genetiche, delle specie, degli ecosistemi e dei paesaggi, e della diversità culturale;
- sviluppo centrato principalmente sulle popolazioni locali, secondo modelli di gestione sostenibile del territorio;
- logistica, per supportare progetti di informazione, educazione ambientale, ricerca e monitoraggio collegati ai bisogni di conservazione e sviluppo sostenibile locale, nazionale e globale.
Ad oggi (2025) le Riserve di Biosfera del Programma MaB in Italia sono 21.