Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Per milioni di anni gli squali, super-predatori posti all’apice della rete alimentare marina, hanno svolto un ruolo di equilibrio fondamentale per mari e oceani. Negli ultimi 50 anni, le popolazioni oceaniche degli elasmobranchi sono diminuite del 70% e alcune specie hanno registrato un declino del 95%. Oggi, oltre la metà di squali e razze del Mediterraneo rischia l’estinzione.

Sono questi i numeri di un dramma globale che si consuma quotidianamente lontano dai nostri occhi, nelle profondità di mari e oceani dove la cattura su vastissima scala di questi animali alimenta un’industria alimentare che non riguarda solo paesi lontani, tutt’altro. In Europa, siamo proprio noi italiani tra i principali consumatori e importatori di carne di squalo, e spesso senza nemmeno rendercene conto.

A svelare il retroscena del commercio del commercio di squalo tra Italia e Spagna attraverso riprese nei mercati ittici, analisi dei dati e testimonianze esclusive – tra catture accidentali, squali venduti con nomi fuorvianti, reti fantasma e il traffico di pinne che alimenta un mercato globale poco regolamentato – è il documentario “Shark preyed” realizzato da Andrea e Marco Spinelli, due fratelli siciliani con un legame profondo con il mare, l’uno biologo marino e ricercatore presso la Fondazione dell’Oceanografico di Valencia, l’altro documentarista e divulgatore scientifico molto noto al pubblico di Instagram.

E proprio il documentario sarà al centro della serata “Shark preyed. Lo squalo nel piatto” organizzata dal WWF Area Marina Protetta di Miramare per Barcolana Culture, in programma lunedì 5 ottobre alle 18.30 in sala Luttazzi al Magazzino 26 in Porto Vecchio, per sensibilizzare il pubblico su un tema di cui si parla ancora troppo poco. Nonostante il declino a cui quasi tutte le specie di pesci cartilaginei come squali e razze stanno vivendo negli ultimi decenni, ogni giorno continuano infatti a finire sulle nostre tavole specie minacciate come verdesche, smerigli e spinaroli, che spesso acquistiamo senza nemmeno sapere che si tratta di squali.

A dialogare con Marco Spinelli saranno ricercatrici e ricercatori impegnati nello studio di questi predatori la cui “biologia lenta” (vivono a lungo, si riproducono tardi e fanno pochi piccoli) li rende particolarmente vulnerabili alle pressioni antropiche.

Carlotta Mazzoldi del progetto Life Prometheus e Saul Ciriaco dell’AMP Miramare racconteranno in particolare il progetto sperimentale che quest’estate è stato avviato proprio lungo la costiera triestina a seguito dell’osservazione di gruppi eccezionali di decine di vaccarelle in alimentazione presso gli allevamenti di mitili. Saranno proiettate le incredibili immagini subacquee e aeree realizzate quest’estate dai ricercatori e raccontati i primi risultati dei sistemi di dissuasione elettromagnetica testati in alcune mitilicolture.

A dialogare con Marco Spinelli sarà invece Marco Costantini, biologo marino dell’Area Marina Protetta di Miramare con un’ampia esperienza nel settore della pesca, che presenterà anche la guida pratica “Lo squalo non SI mangia” realizzata dallo staff WWF con il supporto di 11th Hour, per imparare a riconoscere la carne di squalo, comprenderne l’importanza ecologica e fare scelte di consumo più consapevoli.

 

IL PROGRAMMA
Sala Luttazzi, Magazzino 26, Porto Vecchio – Trieste

Ore 17.30
Saluti e introduzione
Maurizio Spoto, direttore AMP Miramare

Ore 17.45
Squali e razze di casa nostra, tra minacce, gestione e tutela
Carlotta Mazzoldi (Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova/Life PROMETHEUS) e Saul Ciriaco (AMP Miramare/Shoreline)
Con la proiezione delle straordinarie immagini delle vaccarelle nel Golfo di Trieste

Ore 18.15
Il predatore “sbagliato”: quando è l’uomo a mangiare lo squalo
Dialogo tra Marco Spinelli (divulgatore e documentarista) e Marco Costantini (WWF AMP Miramare)

Ore 18.45
Proiezione in anteprima a Trieste del documentario “Shark preyed” di Andrea e Marco Spinelli

Ore 19.30
Presentazione della nuova guida WWF al consumo consapevole “Lo squalo non si mangia”

Conclusioni e domande del pubblico

Riserva MaB UNESCO di Miramare e costiera triestina

Direzione e uffici
Area Marina Protetta di Miramare

presso l’ICTP
(Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics)
edificio ex-Sissa
via Beirut 2/4
34151 Trieste

Biodiversitario Marino (BioMa)

ex-Scuderie
del Castello di Miramare

viale Miramare 345
Trieste

Seguici su

“Sito realizzato con il sostegno della LR 20/2021”

WWF AMP Miramare © 2026. All Rights Reserved. | Privacy Policy | 

Go to Top