Sono iniziate nei giorni scorsi sulla landa carsica del Pian del Grisa i lavori di taglio di alberi e arbusti previsti dal progetto Interreg Central Europe “ReCo”. Gli interventi hanno l’obiettivo di contenere l’avanzare inesorabile del bosco e restituire spazio ad uno degli habitat seminaturali più distintivi del Carso triestino e goriziano (“la massima espressione dell’unicità della flora del Carso”, lo definiva Livio Poldini), modellato nei secoli dalle tradizionali attività di sfalcio e pastorizia e oggi a rischio scomparsa proprio per l’abbandono di queste pratiche.
Per quanti di voi, occasionali o abituali frequentatori della zona, sono rimasti scossi dalla vista degli escavatori in azione ci teniamo a precisare che purtroppo, sebbene nessuno di noi tragga piacere dall’abbattimento di un albero, si tratta di interventi necessari per preservare quel poco che rimane di un ambiente ad altissima biodiversità, come dimostrano anche i monitoraggi botanici e faunistici che stiamo conducendo da diversi mesi sul Pian del Grisa.
Ci teniamo anche a sottolineare che i pini neri oggetto del taglio non risalgono all’impero austroungarico ma sono frutto del rimboschimento naturale avvenuto negli ultimi 50 anni che, peraltro, ha portato all’estinzione locale di una decina di specie di uccelli e mette a rischio la sopravvivenza di molte specie botaniche e faunistiche collegate all’ambiente aperto.
Gli interventi di taglio, inoltre, riguardano per lo più specie ad elevata infiammabilità come il pino nero e quindi contribuiranno ad aumentare la resilienza del nostro Carso di fronte alle sfide del riscaldamento globale e del rischio, sempre più alto, di incendi devastanti.
Ricordiamo infine che tutti gli interventi – realizzati grazie al progetto ReCo dal WWF AMP Miramare quale soggetto di coordinamento della Riserva di Biosfera di Miramare e costiera triestina – godono della collaborazione e consulenza scientifica del Servizio Biodiversità della Regione Friuli Venezia Giulia e sono svolti nel rispetto delle normative forestali e delle misure di conservazione del Sito Natura 2000 del Carso, in cui la piana di Monte Grisa è inserita.
E proprio grazie alla Regione, nelle aree in cui sono stati tagliati alberi e cespugli, nei prossimi giorni verranno piantumate centinaia di piantine di specie tipiche della landa carsica che stanno crescendo nel vivaio forestale regionale dell’azienda Volpares a Palazzolo dello Stella. Vi terremo informati.
Nella foto aerea qui sotto si nota l’accerchiamento del bosco a danno dello spazio aperto a landa, che fino a 50 anni fa era invece l’ambiente predominante sul Pian del Grisa e oggi è ridotto a poche decine di ettari.