Le Cronache della Biosfera

P E R U N P U G NO D I MAG N E S I O LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 24 Le tipiche attività che Gianna e i suoi amici praticavano sulla Napoleonica erano di due tipi: le traversate ed i passaggi, rispettivamente arrampicate in senso orizzontale, a pochi metri da terra, e in verticale, con l’obiettivo di “uscire” dalla parete. Non consideravano i gradi di difficoltà veri e propri. Per loro c’era solo “ci riesco” e “non ci riesco”. Il primo era poi ulteriormente diviso in “facile” e “pericoloso”. Quel luogo era una vera e propria palestra di roccia, dove si allenavano il fisico e la mente in vista dell’arrampicata sulle montagne. Giannasalutòisuoiamici, che si trovavano proprio sotto lo scudo scolpito nella parete di roccia. Trova lo scudo. L’incisione su di esso ti regala le ultime tre caselle da annerire sulla tua griglia numerata: • Il numero delle lettere della prima parola dell’ultima riga, moltiplicato per 2. • Il numero delle lettere della prima parola dell’ultima riga, moltiplicato per 4. • Il numero delle lettere della prima parola dell’ultima riga, moltiplicato per 5. Ora, sulla tua griglia compare un numero. È il paragrafo del finale della tua storia. Ci sono tre finali diversi, a seconda delle scelte che hai fatto lungo il percorso. Quale sarà il tuo? Scoprilo al paragrafo indicato . Lo scudo scolpito nella parete è una lapide che ricorda la costruzione della strada vicentina, avvenuta nel 1821 per opera dell’ing. Giacomo Vicentini. 25 Il sentiero Nicolò Cobolli aveva sempre affascinato Gianna per la sua ricchezza di sorprese. Era ricco di curiosità storiche, ma soprattutto, cosa che affascinava molto la nostra protagonista, non era del tutto lineare. Spesso c’erano dei bivi, degli incroci, che attraverso altri percorsi portavano comunque a destinazione. Così ogni volta la camminata era diversa dalla precedente. Il primo tratto vedeva la veloce crescita dell’infestante ailanto, mentre dopo, superata la prima panca di legno, gli alberi divenivano più autoctoni: frassini, roverelle e carpini. Un sentierino sulla destra segnalato in rosso incuriosì Gianna, ma decise di tirare dritto. Superata anche una seconda panca di legno, dopo un po’ trovò una bella area di sosta, con due panche di pietra e una di legno. Decise di prendersi una piccola pausa. Segui il percorso fatto da Gianna. Arrivato all’area di sosta, siediti e prosegui la lettura al paragrafo . L’ailanto (Ailanthus altissima) è nativo della Cina sud-orientale e centrale, ed è in grado di colonizzare rapidamente ampie aree, danneggiando le specie presenti. Le sue radici infatti producono una sostanza capace di inibire la crescita e lo sviluppo di piante concorrenti vicine. 23

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