Le Cronache della Biosfera

P E R U N P U G NO D I MAG N E S I O LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 26 Percorsa un po’ di strada dall’area di sosta, Gianna arrivò presto ad una sbarra di legno. Sulla destra, un piccolo sentierino si inerpicava nella boscaglia, e Gianna sapeva che se l’avesse imboccato si sarebbe ritrovata sul sentiero Cobolli, poco più su. Ci fece un pensierino: era la sua ultima opportunità per cambiare percorso. Voleva continuare sulla facile e veloce strada Vicentina o preferiva esplorare il più misterioso sentiero Cobolli? Aiuta Gianna a scegliere il percorso. Se vuoi proseguire per la strada Vicentina , vai avanti dritto e prosegui al paragrafo Se invece vuoi cambiare e prendere la via più lunga, raggiungi il Cobolli imboccando il sentiero a destra della sbarra di legno. Dopo un po’ (aiutati con la mappa) un altro bivio potrebbe riportarti nuovamente sulla Strada Vicentina. Procedi invece lungo il Cobolli, tenendo la destra e andando al paragrafo . 27 Il Santuario Mariano di Monte Grisa è stato costruito tra il 1963 e il 1965, progettato dall’ing. Antonio Guacci su schizzo del vescovo di Trieste e Capodistria Antonio Santin. Gianna, dopo la lunga camminata tra i sentieri, ora si trovava proprio davanti alla statua dedicata al vescovo. La targa posta proprio ai piedi del vescovo Santin contiene diversi indizi. Ora puoi annerire ben quattro caselle nella tua griglia numerata: • Il mese (espresso in numero) in cui è stata posata la prima pietra. • Il numero di righe contenenti parole. • Il numero di tasselli con cui è attaccata la targa. • La posizione (in numero) della parola “pietra” nell’ultima riga. Fatto questo, trova il giorno di maggio in cui il tempio è stato consacrato. Quello è il numero del prossimo paragrafo da leggere. 17 5 28 La decisione di tagliare più della metà del percorso lungo la strada Vicentina le sembrava più saggia, per non arrivare troppo tardi. Il panorama qui era molto affascinante. La vista spaziava dalla costa istriana, sulla sinistra, con vista fino a Salvore, alla costa friulana, sulla destra, con anche le Alpi a fare da sfondo. Tutta quella distesa blu le apriva il cuore e spesso si interrogava sul come l’uomo potesse preservarne la bellezza. Aduncertopunto raggiunseunpuntopanoramicoconaddirittura quattro panche di pietra, e lì decise di fermarsi. Prosegui lungo la strada Vicentina fino a quando non raggiungi l’ area di sosta con le quattro panche di pietra. Lì mettiti pure comodo e prosegui la lettura al paragrafo 8 Questa storia, di fantasia, è dedicata all’arrampicata sulla Napoleonica, importante tradizione triestina. Oltre ai due nomi citati, Emilio Comici ed Enzo Cozzolino, va ricordata anche Tiziana Weiss, alpinista triestina, tra le prime donne ad affrontare il sesto grado da capocordata, alla quale è dedicato anche un sentiero della Riserva della Biosfera di Miramare, nonché una vedetta panoramica sul sentiero numero 1. Si ringraziano Giorgio Ramani e Luciano Frezzolini per la bella chiacchierata che ha portato alla scrittura di questa storia. Per approfondire la tematica, un bel libro è “Storia dell’alpinismo triestino”, di Giampaolo Valdevit. Qualche anno dopo, nel 1986, verrà istituita la Riserva Naturale Marina di Miramare, oggi AMP (Area Marina Protetta) Miramare, con decreto del Ministero dell’Ambiente che ne ha affidato la gestione al WWF Italia. È stato il primo parco marino istituito in Italia. Puoi visitarne il sito scansionando questo QR code.

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