Le Cronache della Biosfera

P E R U N P U G NO D I MAG N E S I O LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 18 Prima di incamminarsi, Gianna decise però di dare un’occhiata all’iscrizione presente sull’Obelisco. Non l’aveva mai fatto, abituata com’era a vedere quasi ogni giorno il monumento e quindi a riservargli poca attenzione. Oggi però voleva mettere alla prova la memoria degli anni di latino al liceo. Scelse l’iscrizione del lato rivolto verso la strada, dove, in fondo, in numeri romani, si trovava anche l’indicazione dell’anno in cui l’Obelisco era stato eretto. L’Obelisco di Opicina ricorda che Francesco I, imperatore d’Austria, aperse la via di Trieste oltre il valico dell’Ocra per il traffico tra l’Italia e la Germania. Inizia ora un gioco particolare. Hai visto la griglia numerata che c’è all’inizio della storia? Via via che l’avventura avanza, dovrai riempirla con gli indizi che trovi, annerendo le caselle che ti verranno segnalate. Ora, guardando l’iscrizione dell’ Obelisco posta sul lato verso la strada, annerisci queste due caselle: • Il numero di righe di cui l’iscrizione è composta (non considerare la H e la E in basso). • Il numero di volte in cui compare la lettera X nell’anno di erezione dell’Obelisco. Poco prima della fine della storia scoprirai il perché di questo gioco! Una volta annerite le due caselle, conta le lettere che compongono la penultima riga, esclusi gli spazi: questo invece è il numero del prossimo paragrafo da leggere . 19 L’arrivo di Gianna fu accolto con il solito entusiasmo. “Sì, sì, vi ho portato il magnesio, non servono tutte queste celebrazioni”, scherzò la ragazza. A causa del lungo giro sul sentiero Cobolli, era arrivata un po’ tardi e gli altri avevano già finito quello che chiamavano “il gioco dei traversi”. Uno alla volta, seguivano una via orizzontale, per poi lasciare un sassolino bianco nel punto più lontano raggiunto, a testimoniare l’eventuale nuovo record. Erano stati molto bravi a giudicare dalla posizione del sassolino. Ora stavano invece affrontando un passaggio sulla parete. Il magnesio in effetti era arrivato nel momento più opportuno, perché grazie a quello molti di loro lo portarono a compimento. Gianna invece, ancora un po’ stanca dopo la lunga camminata, decise di non salire. Ma non era assolutamente una sconfitta né qualcosa di cui vergognarsi. Anche il “non partire” era infatti considerato un’esperienza, in arrampicata non contava la prestazione ma l’ambiente e la conoscenza perfetta delle proprie capacità e dei propri limiti. Questo era uno degli allenamenti più importanti di tutti. La giornata proseguì piacevolmente, per concludersi in una vera e propria festa quando Gianna tirò fuori dallo zaino un’altra sorpresa: una bella bottiglia di vitovska, un vitigno autoctono a bacca bianca, coltivato in provincia di Trieste e nelle zone limitrofe. Hai terminato la storia! Se vuoi, un’altra volta puoi rileggere il racconto provando un altro percorso... e un altro finale!

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