Le Cronache della Biosfera
P E R U N P U G NO D I MAG N E S I O LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 14 Interpretata correttamente l’iscrizione, Gianna volle dare un’occhiata anche a quella incisa dalla parte opposta. Scoprì così che erano diverse, e che questa indicava la committenza dell’opera. Era proprio vero che non si finiva mai di imparare. Si girò, e iniziò la sua camminata. Se vuoi arrivare a Prosecco percorrendo la Strada Vicentina , percorso più semplice e diretto, vai al 13. Se preferisci il Sentiero Cobolli , più tortuoso e immerso nella natura, vai al 25. La storia prosegue al paragrafo 11. 15 Il tempo volava, e anche se aveva deciso di percorrere la strada Vicentina più breve, Gianna iniziò a pensare che forse si stava attardando un po’ troppo. Ripartì. Questo ultimo tratto di strada era transennato sulla sinistra, per sicurezza. Superata un’ultima panca di pietra, arrivò sulla strada asfaltata. Ormai era prossima alla sua meta, e dopo pochi passi vide in lontananza i suoi amici, già tutti arrivati vicino al belvedere, sovrastato dalle bellissime falesie della Napoleonica, esposte a sud-ovest, l’ideale per godere del sole sino al suo tramonto sul mare. Piena di entusiasmo, fece quegli ultimi metri di corsa e li raggiunse. 16 17 Il panoramadallaVedettad’Italia spaziavadalla costa istrianaa sinistra, con vista sino a Salvore, al basso Friuli a destra. Ai propri piedi, oltre alla rosa dei venti, Gianna esaminò incuriosita l’indicazione della direzione di molti punti d’interesse. Superata la sbarra, la strada continuava immersa nel verde. Il panorama era così affascinante che i punti di sosta continuavano ad essere numerosi. Una panca, questa volta di legno, poi altre panche di pietra, prima tre, poi due, poi una solitaria, quasi un conto alla rovescia, e poi un punto panoramico con addirittura quattro panche di pietra, su cui Gianna decise di fermarsi. La vista spaziava dalla costa istriana, sulla sinistra, con vista fino a Salvore, alla costa friulana, sulla destra, con anche le Alpi a fare da sfondo. A Gianna veniva voglia di esplorare quel mare pieno di cose da scoprire. La Vedetta d’Italia ti regala ben cinque caselle da annerire sulla tua griglia numerata: • Il numero delle lettere della città che si trova ad ovest, moltiplicato per 3. • Il numero delle lettere della città che si trova a Sud, diviso per 6. • La somma del numero delle lettere dei due venti che provengono da sud-est e sud-ovest. • Il numero di lettere del punto di interesse naturalistico che si trova a nord-est. • Il numero delle lettere del paese dalla cui direzione proviene la bora, a cui va aggiunto 5. Fatto questo, la storia prosegue al paragrafo 21. Segui il percorso fatto da Gianna e non ti fermare fino a quando non raggiungi l’ area di sosta con le quattro panche di pietra. Lì mettiti pure comodo e prosegui la lettura al paragrafo 8. La vedetta d’Italia, in origine di pietra carsica, venne costruita nel 1908. Demolita dall’esercito tedesco nel 1944 per non dare riferimenti al nemico, venne poi ricostruita dal genio civile nel 1956. 13 25 24 0
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