Le Cronache della Biosfera

I L MO S T R O D I CA NOV E L L A LE CRONACHE DELLA B IOSFERA A Santa Croce puoi andare a visitare il Museo della Pesca. Puoi anche farci subito un tour virtuale inquadrando questo QR code. I gheppi vivono in zone erbose e aperte, si cibano di topi e altri roditori, di piccoli uccelli, insetti e lombrichi. 14 Il terreno roccioso che caratterizzava il Carso qui esprimeva orgogliosamente tutta la sua asprezza. La poca terra e la scarsità d’acqua avevano obbligato gli sloveni dell’altipiano carsico a diventare pescatori, un’occupazione comune condivisa, oltre che da Aurisina, anche da Kontovel (Contovello), Križ (Santa Croce) e Devin (Duino), sin dall’VIII secolo dopo Cristo. Janez aveva cominciato a pescare sin da bambino, accompagnando il padre. Anche la madre dava il suo aiuto: tesseva le reti con aghi di legno di corniolo, e poi le tingeva con la polvere della corteccia dei pini marittimi, per proteggere le fibre naturali dal deterioramento. 15 Su ordine del Conte, erano iniziate le operazioni di recupero del mostro, estremamente difficili a causa del peso della creatura. Vennero così fatti arrivare ben 48 buoi da tutti i paesi vicini, che riuscirono a trainarlo a riva. Proprio nel mezzo di questa operazione, arrivò anche un nobile parente del Conte, che aveva viaggiato in lungo e in largo nel mondo conosciuto. Alla vista del quadretto, si mise a ridere, e volle svelare il mistero del mostro di Canovella. Per scoprire il mistero del mostro dovrai prima risolvere l’ultimo enigma. Scendendo le scale, avrai notato la targa dedicata a Igo Gruden. Altrimenti la trovi qua illustrata. La diciasettesima lettera della citazione, tramutata in numero, corrisponde al paragrafo finale del racconto. La storia prosegue al paragrafo 13 1 16 La caduta del Conte provocò l’inasprirsi delle ostilità tra i soldati ed il mostro. Diversi uomini furono scaraventati contro gli scogli, ferendosi. Janez, tuttavia, era certo che quella creatura non fosse malvagia, e provò ad avvicinarsi, unico a farlo completamente disarmato. Così facendo riuscì a raggiungerlo, notando che la ferita dello sparo era più profonda di quello che sembrava. Accarezzò l’animale, donandogli anche parole di conforto che tuttavia mai sarebbero state capite. Ma questo bastò a farlo calmare. Qualche minuto dopo, finalmente serena, la creatura spirò. 17 Oltre ai gabbiani, Janez riconobbe un gheppio, un piccolo rapace. Il suo forte richiamo “ki-ki-ki” andò a sommarsi al trambusto. La natura pareva reagire a qualche presenza inconsueta. Presto Janez avrebbe scoperto la fonte di tutta questa irrequietezza. Prosegui la lettura della storia al paragrafo 15. 1 Per proseguire con la lettura devi risolvere questo enigma! Il belvedere è protetto da muretti separati da ringhiere di ferro tutte con la stessa geometria. Quante differenze vedi con questo disegno? Moltiplica il valore ottenuto per 4 e vai al paragrafo corrispondente.

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