Le Cronache della Biosfera
I L MO S T R O D I CA NOV E L L A LE CRONACHE DELLA B IOSFERA Janez non può vederle perché al suo tempo non c’erano ancora, ma quelle lunghe file di boe galleggianti che vedi nel mare sono le mitilicolture. Lì sono sospese le “reste”, dentro le quali sono allevate le cozze. Gli allevamenti estensivi rappresentano una fruizione sostenibile delle risorse marine tipica della Riserva di Biosfera. 11 Janez percorse in poco tempo il primo tratto del sentiero. Superò agilmente il ponte di pietra, salì qualche gradino e infine, imboccato il sentiero giusto, arrivò ad un primo punto panoramico, su cui era stata posta una robusta panca di legno. 12 Attorno al pescatore, il paesaggio era mutato in maniera repentina. Se sino al Belvedere il substrato era stato chiaramente carbonatico, tipico del Carso, ora il flysch, con le sue marne e arenarie dal colore più scuro, prendeva rapidamente il suo posto. Janez costeggiò addirittura un muro, alla sua destra, che era stato costruito con entrambi i tipi di roccia. Anche la vegetazione mutava, divenendo chiaramente mediterranea. Passando accanto ad un orniello, il pescatore notò che era stato inciso. L’ultimo tratto del sentiero era caratterizzato dagli olivi e poi dalle viti. Infine un’ultima scala e il mare di Canovella degli Zoppoli fece la sua comparsa. È arrivato il momento di abbandonare anche la seconda zona di sosta e proseguire: scendi il sentiero seguendo i passi di Janez. Attraversa con attenzione la strada costiera e prosegui verso Canovella , come indicato dalla segnaletica. Una volta arrivato al mare, mettiti comodo dove vuoi e prosegui con la storia al paragrafo 19. Prima di andare avanti con la lettura, raggiungi la panca appena descritta da Janez: superato il ponte della ferrovia, vai a destra, sali i gradini e poi al bivio successivo vai a sinistra, seguendo i cartelli che indicano il sentiero dei pescatori. Una volta lì, mettiti comodo e vai al paragrafo 14. 1 13 Janez si stava interrogando su quale avvenimento potesse aver suscitato l’interesse del Conte di Duino. La notte precedente era successo qualcosa di strano: i pescatori, che durante la sera avevano calato una rete da posta a Canovella, avevano osservato strani movimenti nel mare, e inoltre quasi tutti in paese avevano udito rumori terrificanti simili a muggiti provenire proprio da lì. Che ci fosse qualche collegamento con l’arrivo del Conte? Janez pensò che quel metodo di pesca per il tonno non gli era mai andato giù più di tanto. Consisteva nel posizionare perpendicolarmente alla riva una rete da posta di quaranta braccia, tenuta sospesa in superficie da pezzi di sughero e zavorrata alla base da pietre oblunghe. In questo modo i tonni vi rimanevano impigliati, e la mattina non serviva fare altro che andare a recuperarli. Una strategia sicuramente scaltra, ma Janez preferiva di gran lunga la tecnica tradizionale tramandata ormai da quasi 1000 anni. Scopri in cosa consisteva la tecnica tradizionale della pesca al tonno proseguendo la lettura al paragrafo 4
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