Le Cronache della Biosfera

I L MO S T R O D I CA NOV E L L A LE CRONACHE DELLA B IOSFERA Ancora oggi le stagioni caratterizzano il pesce che arriva nei nostri piatti, per quanto il mercato globale possa potenzialmente stravolgerle. Sta a ciascuno di noi fare le scelte giuste in pescheria. Nel breve video Fish n’ Tips, visibile inquadrando il QR code, l’Area Marina Protetta di Miramare elenca 6 semplici principi di sostenibilità da seguire. Questo è il momento perfetto per guardarlo. Gli zoppoli avevano una lunghezza di 7 metri ed erano spinti da 2 remi di 6 metri appoggiati su una traversa fissata allo scafo. Sono rimasti in uso per 1200 anni. Gli ultimi due, Maria e Lisa, si trovano rispettivamente al Museo Etnografico di Ljubljana e al Civico Museo del Mare di Trieste. 18 Via via che la distanza da Aurisina aumentava, le narici di Janez si liberavano pian piano dal profumo di frattaglie di tonno fritte che permeava il paese nel tardo periodo estivo, da agosto a settembre. A Janez piaceva distinguere il passare delle stagioni in base all’odore che si poteva sentire passeggiando la sera. Ogni periodo aveva le sue specie caratterizzanti. Così, se le più comuni erano i sardoni (alici), le sardele (sardine), i ribaltavapori (latterini) e i guati (ghiozzi), la primavera era annunciata dalla pesca dei calamari e delle seppie. E poi, a inizio agosto, dal sud del Mediterraneo, arrivavano i tonni, puntuali per la festa di San Rocco, patrono di Aurisina, il 16 agosto. La stagionalità ed il suo rispetto erano aspetti molto importanti, sia per l’economia dei pescatori che per la sostenibilità dell’ambiente marino, il cui equilibrio andava preservato. Prosegui la lettura della storia al paragrafo 15. 3 19 Canovella degli Zoppoli, o Pri čupah , deve il suo nome proprio alle imbarcazioni dei pescatori sloveni, chiamate čupe , o zoppoli. Erano imbarcazioni primitive e molto solide, condizione resa necessaria dall’assenza di porti lungo la costa. Venivano scavate da un unico tronco, solitamente di pino, per il buon contenuto di resina, indispensabile per non far deperire il legno rapidamente in mare. Lo zoppolo di Janez si chiamava Tanja, e con i suoi 47 anni era uno dei più vecchi in attività. L’aveva fabbricato da solo, con l’ascia in cortile, per poi portarlo in spiaggia su un carro trainato dai buoi a Sistiana, ed infine via mare a Canovella, dove, quando non era al lavoro, veniva tirato sulla riva in un riparo chiamato fasal . Janez raggiunse il drappello di uomini sulla spiaggia, e finalmente vide la misteriosa origine di tutto quel trambusto. Prosegui la lettura della storia al paragrafo 15. 2

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