Le Cronache della Biosfera

L A V I A L AT T E A D E L CA R SO LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 25 Maja continuò la sua discesa, imperterrita. Ancora un po’ di scale, poi attraversò via Plinio, infine altre scale, i bellissimi ciliegi in fiore, per arrivare infine alla Stazione di Miramare. Qui si prese una pausa. Si sedette e si mise le scarpe. Aveva camminato scalza fino ad ora, per non consumarle, come le aveva chiesto la mamma. Le mlekarice infatti consumavano un paio di scarpe al mese, a furia di macinar chilometri. Tra poco però Maja avrebbe incominciato le consegne vere e proprie, e quindi doveva darsi un tono. Queste scarpe gliele aveva regalate proprio il signor Pino, erano un paio ormai vecchio che sua nipote non utilizzava più. Per Maja erano però decisamente meglio di quelle che usava in precedenza, ovvero delle pantofole con cucita la suola di gomma ricavata dai copertoni bucati... quante scivolate in inverno! Controllò anche di aver indossato bene il fazzoletto in testa, per evitare che qualche capello potesse cadere nel latte. Sì, era pronta. Partì dunque per l’ultima parte della sua avventura. Le mlekarice più anziane portavano gonne larghe e lunghe, camicie a maniche lunghe e grembiule. Le più giovani invece preferivano un abito intero abbottonato sul davanti, abbandonando il grembiule in favore di capienti tasche cucite sul davanti. Sei arrivato anche tu alla stazione di Miramare ? Allora prima di leggere la fine della storia dovrai passare il test al paragrafo 6. 6 26 Maja, ancora seduta, fece un po’ il punto delle cose che doveva ancora fare, una volta arrivata a casa. C’era la terza mungitura, di cui però si occupava la mamma assieme alla nonna. E la cena da preparare. Dopodiché, sarebbe stata libera di andare a vedere le stelle. Era dunque deciso. Non vedeva l’ora! Si alzò e iniziò a percorrere l’ultimo tratto della strada che l’avrebbe portata allo stagno. 27 Alcune rocce del flysch, che affioravano, le ricordavano proprio una scacchiera, con tutti quegli strati paralleli a colori alterni. Ormai non mancava tanta strada per arrivare in città. Fatte le consegne, sarebbe finalmente arrivata anche a casa del signor Pino, dove avrebbe giocato qualche mossa, prima di rientrare a casa per il pranzo. A casa non aveva una scacchiera, ma si segnava il progredire della partita sul suo taccuino, per poter studiare una buona tattica in modo da arrivare preparata dal signor Pino. Il giorno precedente, tuttavia, la nonna le aveva chiesto di aiutarla in cucina, per cui non era riuscita a elaborare le prossime mosse. Ancora qualche scalino in giù e Maja giunse all’albero che preferiva in assoluto di tutto il sentiero: l’amolo che, tenace e testardo, era cresciuto proprio tra i gradini, in mezzo al sentiero. La mungitura si faceva tre volte al giorno, mattina, mezzogiorno e sera. Quella di mezzogiorno era la più complicata, perché il rischio era che il latte coagulasse. Spesso veniva quindi bollito, per quanto fosse vietato. A volte inoltre, se il quantitativo era scarso, veniva allungato con un po’ di acqua e farina. Sei arrivato all’amolo ? Preparati a dimostrarlo andando al . 22 Vai verso lo stagno , al 3.

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