Le Cronache della Biosfera

L A V I A L AT T E A D E L CA R SO LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 28 Questa parte del sentiero era ricca dei muretti che tanto piacevano a Maja. Costruiti a secco, senza usare cemento o altri leganti, erano comunque solidi. Parevano quasi indistruttibili, se non per qualche cedimento dovuto principalmente all’azione delle radici degli alberi. Il nonno le aveva raccontato un aneddoto divertente: diceva che per l’uomo quei muretti servivano a dividere, mentre per la natura erano un elemento di unione, perché in essi vi trovavano riparo tantissimi organismi, dagli insetti ai muschi, dalle lucertole ai licheni e fiori. Per questo era importante che non venissero usati cementi. Oltre a poter essere potenzialmente tossici, costituivano una barriera invalicabile per la natura, che invece aveva bisogno di continuità. L’arte dei muretti a secco, costruiti con una tecnica di tradizione millenaria, fa parte degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Se stai percorrendo il sentiero in salita , vai al 3 . Se stai percorrendo il sentiero in discesa , vai al 2 25 Queste due storie, di fantasia, sono ispirate alla vita delle mlekarice, o donne del latte, che fino agli anni ‘70 del XX secolo portavano il latte a Trieste, partendo dal Carso aldiquà e aldilà del confine. I dati storici sono stati ricavati principalmente da “Le donne del latte dei dintorni di Trieste”, di Martina Repinc, edito da SKDTabor, Opčine 2000. 29 Questa parte del sentiero piaceva molto a Maja, con i suoi caratteristici gradoni e il bel boschetto di roverelle. Il bosco l’aveva sempre affascinata, sempre ricco di vita e di rumori particolari. Sapeva riconoscere subito quando a spostarsi tra le foglie erano i merli, e quando invece erano i ricci. Era affascinata poi dai colori degli uccelli, il blu dell’ala delle ghiandaie, il rosso del pettirosso e la combinazione gialla e blu delle cinciallegre. Ma la sua preferita, per quanto in bianco e nero, restava la gazza, che si distingueva per la sua eleganza. Le rocce qui presenti, le aveva insegnato la nonna, erano composte da flysch, ben diverso dall’arido calcare del Carso. Questo era uno dei motivi per cui l’agricoltura era così sviluppata qui, mentre il Carso aveva una maggior vocazione pastorale. Il Flysch è una successione di rocce sedimentarie costituita tipicamente da alternanze cicliche di marne e arenarie, la cui genesi è connessa a grandi frane sottomarine. Se stai percorrendo il sentiero in salita , vai al 13 . Se stai percorrendo il sentiero in discesa , prima di incamminarti vai al 20 4 7

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