Le Cronache della Biosfera
L A V I A L AT T E A D E L CA R SO LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 21 Maja si prese una pausa sedendosi sul muretto vicino all’antica fontana, appoggiando momentaneamente i suoi vasi a terra. Da qui, attorno a lei, poteva vedere molto bene i numerosi “ paštni ”, o pastini, i terrazzamenti coltivati dai contadini del Carso. Sua nonna le aveva raccontato che erano antichissimi, risalenti addirittura al XV secolo, e che nel 1491 il Comune di Trieste, che non voleva concorrenti, vietò agli altri paesi di pastinare i terreni, con scarsi risultati. Ci furono allora delle liti e i triestini giunsero addirittura a tagliare le viti dei rivali, ma poi dovettero risarcirli. Alla bambina divertivano queste storie della nonna, le sembravano quasi dei dispetti tra vicini. 22 L’amolo cresciuto tra i gradini era una cosa che divertiva molto Maja. Si domandava quanti anni avesse, e le piaceva pensare che avesse proprio la sua età. La mamma diceva che ne aveva sicuramente di più, ma poco importava. A Maja andava bene di immaginarlo suo coetaneo. I pastini, sostenuti da muretti a secco, sono dei terrazzamenti utilizzati per l’agricoltura nel Carso. Principalmente vi si coltivano olivi e viti, con produzione di vini locali di qualità da uve di Glera, Malvasia e Vitovska. Partendo dal basso, sopra quale gradino si trova l’amolo ? Vai al paragrafo corrispondente. Se stai percorrendo il sentiero in salita , vai al . Se stai percorrendo il sentiero in discesa , vai al 26 10 23 L’avventura di Maja volgeva al termine. Incamminatasi verso casa, incontrò alcuni amici a cui diede appuntamento allo stagno, due ore esatte dopo il tramonto. La mamma era molto contenta che avesse fatto tutti i conti delle vendite giusti (qualche cliente ogni tanto provava a imbrogliarla), e per questo le permise di uscire, nonostante l’ora tarda. Così, esattamente due ore dopo il tramonto, cinque bambini, seduti sul muretto dello stagno, guardando verso sud, si resero conto per la prima volta nella loro vita che un alone bianco avvolgeva le stelle di Contovello. “ Via Lattea ,” disse Maja. “ Il signor Pino mi ha detto che si chiama così ”. “ La via lattea... potremmo chiamare così anche il nostro sentiero ”, rispose uno di loro ridendo. Aveva ragione. Quella che Maja percorreva ogni giorno, in fondo era la via lattea del Carso. 24 Maja percorse la prima rampa di scale con grande slancio, le pareva quasi di volare. Fu accolta dalla bellezza dei ciliegi in fiore. Poi attraverò via Plinio e imboccò la scala. Senza il peso del latte, era proprio tutta un’altra cosa. Qualcosa in realtà portava dentro ai vasi. Sua mamma le aveva chiesto di acquistare un po’ di petrolio in città, pur sapendo che utilizzare i vasi per trasportare altro era poco igienico. I suoi vasi tuttavia erano moderni, in alluminio, più facilmente lavabili rispetto a quelli in latta. Oltre ai vasi, le mlekarice si portavano dietro diversi misurini, da 1/8 fino a 1 litro, che di solito facevano pendere dai vasi stessi. Hai terminato la storia in salita! Se non l’hai già fatto, puoi ricominciare dall’ 1 e accompagnare Maja in discesa! Vai al 28
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