Le Cronache della Biosfera
P E R U N P U G NO D I MAG N E S I O LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 01 Dal bellissimo piazzale dell’Obelisco di Opicina si godeva di uno dei più spettacolari panorami di Trieste. Non per niente, le panchine ed il muretto di cinta erano quasi sempre colonizzati da giovani coppie di innamorati, tanto che Gianna, la protagonista della nostra storia, spesso scherzava sul fatto che per mantenersi aggiornati sul gossip della città bastava passare settimanalmente da queste parti. La parte più interna, invece, era utilizzata come parcheggio. A farla da padrona la Fiat 600, l’auto simbolo del boom economico del decennio precedente, gli anni ‘60. Gianna invece era arrivata lì in tram. La sua vespa l’aveva lasciata in panne la settimana prima ed ora, in attesa di ripararla, si muoveva con i mezzi pubblici. I suoi amici la attendevano dall’altra parte della Napoleonica, a Prosecco, dove erano soliti dedicarsi all’arrampicata. Certo, avrebbe potuto raggiungerli direttamente lì, ma a Gianna piaceva, prima di iniziare a scalare, prendersi del tempo per una passeggiata solitaria immersa nella natura. Le restava solo da scegliere il sentiero da percorrere: la Strada Vicentina o il sentiero Nicolò Cobolli? La trenovia Trieste-Opicina, per i triestini “el tran de Opcina”, è stata inaugurata nel 1902. Spesso protagonista di sfortunate vicissitudini, è l’unica in Europa ad avere un tratto in forte pendenza (26%) in cui le vetture vengono trainate da carri- scudo vincolati ad un sistema funicolare. Prosegui a leggere la storia al paragrafo 02 Gianna ripartì, perché la strada era ancora molto lunga. Dopo poco, raggiunse il collegamento con il sentiero 12, che, se avesse svoltato a destra, l’avrebbe riportata all’Obelisco chiudendo un percorso circolare. Continuando invece per la sua strada, arrivò presto alla parte del sentiero che più la entusiasmava: i bivimisteriosi. Ognunodi quei sentieri portava ogni volta ad una scoperta diversa. Una volta, preso quello più a sinistra, aveva scoperto una piccola grotta. La volta successiva, seguendo il principale, aveva raggiunto la strada asfaltata su cui erano state poste le tappe della via crucis verso il santuario di Monte Grisa. Stavolta decise di provare un sentiero intermedio, e così facendo trovò un segnale fisso di mira, utilizzato a fine ‘800 a scopo astronomico, e poi molte fortificazioni, che costituivano parte della Trincea del litorale, costruita durante la Grande Guerra dall’esercito austro-ungarico per difendersi dall’eventuale avanzata italiana. A un certo punto si accorse anche che un sentierino sulla sinistra avrebbe potuto addirittura portarla giù sulla strada vicentina. In mezzo al bosco, Gianna ebbe anche la fortuna di vedere una volpe, animale molto elusivo. La volpe, della famiglia dei canidi, è un animale capace di adattarsi a molti ambienti. Vive solitamente in coppia o in piccoli gruppi. Riparti e segui le tracce di Gianna. Ora puoi esplorare tranquillamente i “bivi misteriosi”. Troverai molte cose interessanti e, se passi nel Parco della Trincea del Litorale , troverai delle colonnine con dei QR code con degli approfondimenti storici. La tua meta finale è Monte Grisa : non appena arrivi alla statua del Vescovo Antonio Santin, prosegui la lettura al paragrafo Se invece hai imboccato proprio il sentiero che ti ha portato giù sulla strada Vicentina, prosegui la lettura al paragrafo 18 27 21
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