Le Cronache della Biosfera

I L MO S T R O D I CA NOV E L L A LE CRONACHE DELLA B IOSFERA I gabbiani generano confusione anche nel distinguerli: il gabbiano reale (Larus michahellis), più grande e con la caratteristica macchia rossa sul becco, è la specie più comune a Trieste. Il gabbiano comune (Chroicocephalus ridibundus), più piccolino, a dispetto del nome è numeroso solo in inverno. 01 Janez era un anziano pescatore di Nabrežina (Aurisina), che nella sua vita ne aveva viste di tutti i colori. Da giovane, aveva partecipato ai movimenti di rivolta del 1713-1714, che si erano estesi fino a Duino. La protesta, che terminò con la condanna a morte di undici contadini, era rivolta contro il potere dei signori feudali della zona. In quegli anni, infatti, oltre a dover pagare le tasse e prestare lavoro gratuito, gli abitanti dei paesi circostanti erano vessati anche da altri dazi e soprusi. Per quanto riguardava Aurisina, essa faceva parte del territorio controllato dal Conte di Duino, che estendeva la sua influenza anche su gran parte del mare, quasi fino a Trieste, e i pescatori erano soggetti a un rigoroso controllo sulla quantità del pescato. Addirittura, ad ogni cattura i pescatori dovevano issare su di un palo una bandiera rossa, visibile dal castello. Il feudatario arrivava così a cavallo, per godersi lo spettacolo delle battute finali della pesca e per poter contare i pesci catturati. Questo riguardava soprattutto la pesca al tonno, particolarmente redditizia. Ai tempi infatti una buona pescata poteva fruttare anche mille tonni da 30 chili ciascuno. Da qualche anno, tuttavia, il Conte non esercitava più in prima persona questo controllo, ma preferiva mandare degli emissari. Così, quando Janez seppe che quel giorno stava arrivando a Pri čupah (Canovella degli Zoppoli) proprio il Conte in persona, si insospettì ed iniziò a scendere il sentiero. Percorri il primo tratto del sentiero sino al ponte della ferrovia. Sul muretto di destra ci sono delle reti metalliche grigie. Quante? Aggiungi 1 al risultato e vai al paragrafo corrispondente . 02 Un drappello di uomini, tra cui pescatori, contadini e soldati, era riunito attorno ad un’enorme creatura spiaggiata. Questa non assomigliava a nessun pesce che Janez avesse mai visto. La testa era enorme e rotonda, e priva di branchie. La pancia invece era grinzosa fino all’ombelico, come unmelone affettato. Il mostro era lungo più di 9metri, ed era stato ferito da un colpo di fucile, evidentemente lo sparo udito in precedenza. Non sembrava tuttavia aver perso vitalità, e anzi, sbatteva la coda vigorosamente sull’acqua, come a volersi liberare dalle reti che lo avevano costretto a ritrovarsi incagliato sulla spiaggia, colpendo in tal modo anche gli uomini che provavano ad avvicinarsi. Prosegui a leggere la storia al paragrafo 9. Prosegui a leggere la storia al paragrafo 9. 03 Il chiasso proveniente da Canovella si faceva sempre più concitato. Era ormai evidente che vi fossero presenti molti uomini, i quali sembravano discutere animatamente. A Janez sembrò di percepire più di una volta la parola “mostro”. A ciò si aggiungeva la confusione generata dai gabbiani in volo. Molto probabilmente la stessa cosa che attirava l’attenzione degli uomini aveva incuriosito anche i volatili, che continuavano imperterriti a volteggiare nel cielo emettendo il loro caratteristico e rumoroso vocalizzo. 9 17

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