Le Cronache della Biosfera
L A V I A L AT T E A D E L CA R SO LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 12 Se vuoi puoi aiutare Maja nel suo conto. Qualcuno di questi numeri potrà esserti d’aiuto. I vasi avevano una capienza che variava da 1 a 30 litri. Trieste aveva circa 200.000 abitanti, consumava 47.000 litri di latte al giorno e di questi 17.000 arrivavano dal Carso. Quindi, circa, quante mlekarice c’erano? Nel mentre, un’altra mlekarica si era seduta sulla pietrapanca vicino a Maja. Dalla targhetta in bronzo sui suoi vasi, la bambina scoprì che si chiamava Jasna. Disse di arrivare da Repnič (Rupinpiccolo), al che Maja si stupì, e le chiese come mai non preferisse scendere verso la città percorrendo Scala Santa. Jasna si mise a ridere, raccontando che Scala Santa in realtà era percorsa dalle mlekarice di Repen (Rupingrande), assieme a quelle di Repentabor (Monrupino), Briščki (Borgo Grotta) e ovviamente Opčine (Opicina). Da Rupinpiccolo invece si scendeva proprio per questo sentiero, come da Prosek (Prosecco) e Zgonik (Sgonico). Una volta a Barcola, qualche volta utilizzavano il tram che arrivava fino alla città, ma dipendeva dalle consegne e dalle possibilità economiche. Maja si stupì di quante fossero le mlekarice , e provò a cominciare qualche conto sul suo taccuino. Sapeva che ogni mlekarica poteva portare fino a 80 litri al giorno e che ognuna poteva avere anche 100 clienti in città... ma questi numeri purtroppo non le bastavano per poter fare il conto. Jasna la salutò. Aveva unamaggior strada da percorrere, per cui poteva permettersi delle pause più brevi. Anche Maja però si risvegliò dal torpore dei suoi calcoli, e riprese la sua strada verso il mare. Prosegui anche tu, ci sono molte cose ancora da vedere al 29 13 Maja aveva terminato le ultime consegne della giornata e stava percorrendo la strada del ritorno, per la seconda volta oggi, dopo essere già rientrata una volta per il pranzo e poi nuovamente uscita nel primo pomeriggio. Si sentiva dunque molto stanca, ma era contenta di poter affrontare questa ultima salita con la mente sgombra dagli impegni del suo lavoro. Oggi era anche il giorno settimanale in cui i clienti pagavano, e lei si era segnata diligentemente tutto sul suo taccuino. Dal Parco di Miramare, piccola deviazione che si era concessa, uscì per l’ingresso superiore, salì per via Beirut e attraversò la galleria sulla sinistra, da dove sbucò nella stazione di Miramare, il luogo da cui cominciava la salita vera e propria. 14 Il torrente che accompagnava il passo di Maja era il Rio Miramar. A volte lo trovava completamente secco, a volte invece, data anche la notevole inclinazione, l’acqua scorreva che era un piacere. Una volta vi aveva fatto navigare una barchetta di carta ma poi se n’era quasi pentita, visto che il suo taccuino ora poteva ospitare meno appunti. Proprio dove c’era la sua sorgente, si potevano vedere dei sambuchi. Inoltre a volte la bambina vi aveva visto anche una salamandra. La scala era ripida, ma il passo di Maja ormai conosceva a memoria il percorso. Lasalamandragiallo-nera(Salamandrasalamandra)raggiungei15-20centimetri ed ha la pelle ricoperta da un muco che ha azione battericida, riduce la disidratazione ed è repellente per i predatori. Anche il suo colore vivace è un segnale di tossicità. Sei arrivato alla stazione di Miramare ? Bene, allora puoi proseguire al 6 Se stai percorrendo il sentiero in salita , vai al Se stai percorrendo il sentiero in discesa , vai al . 8 5
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