Le Cronache della Biosfera

L A V I A L AT T E A D E L CA R SO LE CRONACHE DELLA B IOSFERA 09 La curiosità di Maja venne di colpo attratta da un altro avvenimento: sul bordo dello stagno c’era in atto una vera e propria battaglia tra formiche nere e formiche rosse. Le seconde erano molto più aggressive, e la bambina, ammaliata, riuscì a distinguere molto bene le operaie dalle guerriere, più grandi e dalle mandibole molto più sviluppate. Ciò nonostante, alcune guerriere soccombevano se attaccate da più operaie nemiche, che contemporaneamente riuscivano a difendersi vicendevolmente dai contrattacchi. Maja disegnò questa scena sul suo taccuino e si annotò questo appunto: “l’unione fa la forza”. Era un po’ come nella sua famiglia. Ognuno dava una mano e così riuscivano a tirare avanti, nonostante i tempi difficili. Lei, sino all’anno precedente, come tutti i bambini, si occupava di badare al bestiame. Dalla primavera all’autunno questo voleva dire portarli al pascolo due volte al giorno. La mattina, dopo la prima mungitura, e nel tardo pomeriggio, quando il sole era meno alto. La nonna allora approfittavadella loro assenzaper pulire la stalla. D’inverno, invece, le mucche venivano nutrite con fieno, crusca, farina di mais e con la “feccia”, il lievito coagulato sul fondo dei contenitori della birreria Dreher, che gentilmente lo regalava agli abitanti dei paesi del Carso. Maja era molto orgogliosa delle sue mucche: nei giorni migliori potevano produrre anche sino a 10-12 litri di latte a testa. La nonna, ancora una volta, si preoccupava della loro salute. Non c’era la possibilità di rivolgersi spesso a veterinari, per cui si riponeva molta fiducia su Sant’Antonio eremita, il loro protettore, e si ricorreva a rituali propiziatori come la bollitura delle catene, che aveva anche un evidente significato igienico. A tutto ciò Maja stava pensando, mentre si incamminava verso la strada in discesa. Prima di imboccare la strada in discesa guardati un po’ attorno e poi vai al 3 10 Maja si alzò, riprese i suoi vasi e ricominciò la discesa. Non poteva prendersi troppe pause, lo sapeva bene, i clienti la aspettavano. Lei consegnava il latte a Barkovlje (Barcola) e poi, se ne avanzava (i clienti erano imprevedibili e a volte il latte non bastava) fino quasi a Rojan (Roiano), due volte al giorno, al mattino e poi nel pomeriggio. Qui la attendeva un anziano cliente a cui era molto affezionata, il signor Pino, e che di solito era proprio l’ultimo che visitava. Con lui era impegnata in una lunga partita di scacchi, che per la fretta non poteva che procedere di due-tre mosse al giorno. Dopo una cinquantina di metri si ritrovò all’inizio della scalinata che, a volte, ancora molto assonnata e sovrappensiero, si dimenticava di imboccare. E sì che c’era anche un segnale bianco e rosso a segnalare il sentiero. Questa volta non sbagliò. 11 Sì, Maja non poteva sbagliare un conto così facile. Finì il suo piccolo disegno sul taccuino, e poi prontamente ripartì. Se stai percorrendo il sentiero in salita , vai al 13 . Se stai percorrendo il sentiero in discesa , vai al 20 24 18 Imbocca la scalinata e prosegui al 4. 14 Il sentiero Natura è ben segnalato dal segnavia CAI. Non perderti!

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